Blog
I siti archeologici Sardegna centrale più immediati da Abbasanta sono due, e stanno nello stesso territorio: il Nuraghe Losa, tra Abbasanta e Paulilatino, e il Pozzo di Santa Cristina, a pochi minuti dall’hotel. Non è un catalogo dell’isola. È il pezzo di preistoria che si visita senza cambiare base, tornando a dormire in un quattro stelle del 2019 con patio sul giardino. Il Regia Hotel è a trecento metri dalla SS 131, svincolo Abbasanta verso la SP 15.
Si esce al mattino, si rientra per pranzo o per la sera. Le camere sono al piano terra, sul giardino delle querce da sughero; il parcheggio è gratuito. Chi vuole il dettaglio monumentale trova le pagine dedicate a Nuraghe Losa e al Pozzo di Santa Cristina. Qui resta il filo: come stare un giorno intero tra i due siti senza inventare orari che non ci appartengono.
La Sardegna centrale è piena di nuraghi minori. Losa e Santa Cristina sono i due che un ospite di Abbasanta può visitare senza studio preliminare e senza un’ora di superstrada verso un’altra provincia.
Se si vuole un terzo sito, si chiede in reception indicazioni sul territorio, non un elenco chiuso in questa pagina. Il blog resta ancorato a ciò che il documento e il sito già nominano.
Il Nuraghe Losa si alza nella campagna del Guilcer con una forma ancora leggibile: torre centrale e bastioni, pietra e cielo basso dell’altopiano. È una delle visite più dirette da Abbasanta, spesso la prima. Non raccontiamo date di cantiere né tariffe: si arriva, si cammina intorno e dentro per quanto il sito consente quel giorno, si guarda la campagna.
Intorno restano i sentieri e, più in là, il lago Omodeo e la diga di Santa Chiara. Losa non è un’isola nel vuoto: è un punto nel Barigadu, vicino al paese e alla statale. Per questo si abbina bene a un soggiorno breve. Mezza giornata basta; se si vuole di più, si allunga verso l’acqua o si torna all’hotel e si riparte nel pomeriggio verso il pozzo.
Dal giardino del Regia Hotel la visita ha un rientro corto. Si pranza al ristorante da Samu o in pizzeria Da Samu. Chi è in transito sulla 131 tiene Losa come unica tappa culturale e la sera è già in camera Comfort. Chi resta di più la mette in coppia con Santa Cristina, senza cambiare paese di pernottamento.
Losa è architettura da leggere da fuori e da dentro, a seconda di come è visitabile quel giorno. Si lascia tempo per girare i bastioni. Non si tratta come un selfie da cinque minuti.
Paulilatino e Abbasanta condividono la campagna: il nuraghe è il segno più visibile di quel paesaggio, non un’attrazione staccata dall’hotel.
Il Pozzo di Santa Cristina è uno dei pozzi sacri nuragici meglio conservati dell’isola. La scala scende verso l’acqua con una geometria che si ricorda: è il motivo per cui chi soggiorna ad Abbasanta lo mette in agenda. A pochi minuti dall’hotel, nello stesso raggio di Losa. Il complesso comprende anche il villaggio e la chiesetta rurale.
Non pubblichiamo orari di apertura. Cambiano, e non sono un dato dell’hotel. Si verifica in loco, si entra, si scende, si esce nel recinto del villaggio. Il resto della giornata può andare al nuraghe, al lago, o di nuovo verso Abbasanta. La casa museo di Antonio Gramsci a Ghilarza, se resta tempo, sta nello stesso interno.
Santa Cristina regge anche da sola, in una mattina. Ha senso però tenerla nel racconto più largo dei siti archeologici della Sardegna centrale: non è un’attrazione isolata, è il secondo passo dopo Losa, o il primo se si preferisce l’acqua sacra alla torre. In entrambi i casi si dorme ad Abbasanta.
Al pozzo si scende con calma. La scala è il motivo della visita; il villaggio completa. Chi ha poco tempo fa solo il pozzo e torna. Chi ha un pomeriggio intero si ferma anche alla chiesetta.
Fotografare è lecito nei limiti del sito. Rispettare gli altri visitatori è parte della stessa giornata che poi si chiude in un hotel rurale, non in un resort da spiaggia.
Una giornata intera tiene entrambi. Si parte dopo colazione in sala camino, si fa un sito al mattino e l’altro al pomeriggio, con pranzo in mezzo all’hotel o in zona. L’ordine è libero: Losa e poi il pozzo, o il contrario. La SS 131 e la SP 15 tengono i due spostamenti corti. Non serve una guida a pagamento per capire la geografia: serve una macchina e un letto a cui tornare.
Se la luce o la voglia calano, si taglia e si tiene il lago Omodeo per il giorno dopo. Oristano, a meno di trenta minuti, e il Sinis — San Giovanni di Sinis, Is Arutas, Torregrande — restano per un’altra uscita. Cagliari, Orosei e Alghero a circa un’ora. L’errore è voler chiudere l’isola in ventiquattro ore partendo dai nuraghi.
Al rientro il giardino fa da chiusura. Piscina stagionale d’estate, Wi-Fi in struttura, camere Comfort, Superior o Superior con piscina idromassaggio nel patio, acqua riscaldata e cromoterapia. Il quattro stelle del 2019 non è un agriturismo accanto agli scavi: è un hotel da cui gli scavi si raggiungono e a cui si torna. Per scegliere la camera si va su tutte le camere; per i due monumenti si restano le schede di Losa e di Santa Cristina.
Due siti in un giorno è un programma pieno, non eroico. Si beve, si mangia, si torna. Se piove, si inverte l’ordine o si rinvia: l’hotel è lì per questo, non per obbligarvi a un calendario.
Chi vuole solo archeologia può restare tre notti e usare Abbasanta come base fissa. Le coste restano a circa un’ora quando serve un contrasto di mare.