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Itinerario in auto nel centro della Sardegna

Chi cerca un itinerario centro Sardegna in auto parte spesso dalle coste e si ritrova a tagliare l’isola in diagonale, con troppe ore di strada e poche pause vere. Abbasanta sta nel punto in cui la SS 131 diventa una scelta, non un obbligo: da qui si girano nuraghi, lago e mare nello stesso soggiorno, e si torna a dormire in un hotel a metà strada Cagliari Sassari. Il Regia Hotel, quattro stelle inaugurato nell’ottobre 2019, sorge a trecento metri dallo svincolo verso la SP 15, in Strada Provinciale n. 15 sn: un hotel Sardegna tappa on the road che tiene insieme chi attraversa l’isola e chi ci resta qualche giorno.

Le camere sono tutte al piano terra, con patio sul giardino delle querce da sughero. Si esce, si guida, si rientra: la campagna del Guilcer resta quieta anche quando la statale è a due minuti. Prima di scegliere le tappe conviene leggere anche le pagine su Nuraghe Losa e sul Pozzo di Santa Cristina, e dare un’occhiata all’hub del blog per capire cosa sta davvero a portata di auto.

Chi guida da solo o in coppia scopre in fretta che il centro isola riduce i tempi morti: si sceglie una direzione al mattino e si torna alla stessa reception. Non è un tour organizzato, è un modo di usare la geografia senza cambiare letto.

Le camere sono tutte con patio: dopo tre ore in auto il giardino vale più di una vista urbana. Si può allungare il soggiorno di una notte solo perché la tappa successiva è ancora nello stesso raggio.

Perché partire da Abbasanta

Abbasanta non è una destinazione da cartolina e per questo funziona. Sta sull’altopiano basaltico del Barigadu, tra case in pietra vulcanica e un presidio Slow Food per il casizolu. Intorno si aprono il lago Omodeo, i boschi del Montiferru, il parco di San Leonardo de Siete Fuentes. Oristano è a meno di trenta minuti; Cagliari, Orosei e Alghero restano a circa un’ora. Il centro non è un compromesso: è il modo più pulito di vedere più Sardegne senza vivere in macchina.

Lo svincolo della SS 131 verso la SP 15 toglie il rumore della statale e lascia l’hotel nel recinto del giardino. Chi arriva da sud o da nord non deve più “decidersi” per una costa: può fare un giorno verso i nuraghi, un giorno verso il Sinis, una sera al ristorante da Samu o in pizzeria Da Samu, e la mattina dopo ripartire. La colazione è in sala camino; d’estate c’è la piscina stagionale; il parcheggio è gratuito e il Wi-Fi copre la struttura.

Per chi usa l’isola come attraversamento, la camera Comfort è pensata proprio per la notte di transito. Per chi invece costruisce un itinerario di più giorni restano le Superior e la Superior con piscina idromassaggio nel patio, acqua riscaldata e cromoterapia. In entrambi i casi si dorme nello stesso giardino, senza salire di piano e senza cercare un altro indirizzo ogni sera.

Il Guilcer e il Barigadu non sono un parco a tema. Sono campagne, sugherete e strade secondarie. L’hotel nuovo del 2019 sta proprio sul bordo di questa campagna, non in un centro storico da attraversare con valigie.

Chi arriva per lavoro usa la stessa uscita dei turisti: è il punto. Abbasanta non separa i due pubblici, li tiene sullo stesso svincolo e nello stesso ristorante.

Un giorno verso nuraghi e lago

La giornata più naturale da Abbasanta resta quella verso i monumenti del Guilcer. Il Nuraghe Losa si alza nella campagna tra Abbasanta e Paulilatino: torre e bastioni si leggono ancora con chiarezza, e la visita è abbastanza contenuta da lasciare spazio al pomeriggio. A pochi minuti, il Pozzo di Santa Cristina scende verso l’acqua con una scala di geometria precisa; intorno restano il villaggio e la chiesetta rurale. Non servono orari inventati: si chiede in loco, si entra, si cammina.

Se dopo i due siti resta luce, il lago Omodeo e la diga di Santa Chiara chiudono il cerchio senza aggiungere un’altra ora di auto. È un paesaggio d’acqua dolce, non di spiaggia: utile proprio perché rompe l’idea che il centro sia solo campagna secca. Si torna all’hotel per pranzo o per la sera, a seconda di quanto si è voluto restare sui sentieri.

Chi vuole approfondire i due monumenti trova gli articoli dedicati nel blog; qui basta dire che nello stesso territorio si può fare storia, acqua e ritorno in giardino. È il pezzo di itinerario che regge anche in mezza stagione, quando il mare è meno centrale e l’interno dell’isola mostra il proprio passo.

Una nota pratica: i siti archeologici hanno regole proprie. Si parte con acqua, scarpe comode e la verifica degli orari ufficiali. L’hotel non sostituisce il biglietto del nuraghe; offre il letto e il pranzo quando si è finito.

Se il gruppo è stanco dopo Losa, Santa Cristina può slittare al giorno dopo. Avere due notti ad Abbasanta è spesso più intelligente che comprimere tutto in otto ore.

Verso Oristano e il Sinis

Il giorno successivo, o lo stesso se si è partiti presto, si scende verso Oristano. Meno di trenta minuti e si è in città; da lì la penisola del Sinis apre San Giovanni di Sinis, la spiaggia di Is Arutas e Torregrande. Non è un elenco da agenzia: è la costa più vicina a chi dorme ad Abbasanta, raggiungibile senza attraversare mezza isola.

Si può fare solo mare, o tenere Oristano come pausa tra un sito e una spiaggia. Il vantaggio di partire dal centro è tornare prima che la luce cada, senza la coda di chi rientra da Alghero o da Cagliari. Il giardino delle querce da sughero, a quel punto, è il contrario della statale: patio, silenzio, e se è stagione l’acqua della piscina.

Chi ha più giorni può aprire anche Barigadu e Montiferru, o una visita a San Leonardo de Siete Fuentes. L’itinerario non deve chiudere tutto: deve dare un ordine. Abbasanta tiene l’ordine perché ogni direzione riparte dallo stesso svincolo.

Il Sinis merita una giornata intera se il mare è il motivo del viaggio. Se invece è un’aggiunta, si fa Torregrande o un tratto di costa e si rientra prima che scenda la sera sulla statale.

In inverno il mare cede il passo a Montiferru e alle sorgenti di San Leonardo. L’itinerario resta valido: cambia solo il vestito.

Tappa on the road sulla SS 131

Non tutti costruiscono una settimana. Molti cercano un hotel Sardegna tappa on the road: arrivare la sera, dormire bene, ripartire al mattino verso Sassari o verso Cagliari. Il Regia Hotel sta a metà dell’asse, a trecento metri dalla 131, con check-in semplice e camere già a livello del giardino. Non si cerca il centro storico: si cerca un letto pulito, il parcheggio, una cena e una colazione prima di rimettersi in strada.

In questo caso la Comfort è spesso la scelta giusta, anche con letti singoli. Chi vuole più spazio o il kit wellness sale in Superior; chi vuole l’acqua privata sceglie la camera con idromassaggio nel patio. La sala meeting, a duecento metri dalla SS 131, interessa invece chi mescola tappa e lavoro. Tutto resta nello stesso recinto.

Se l’attraversamento si allunga di un giorno, l’itinerario di cui sopra si inserisce senza cambiare hotel. È il motivo per cui questo indirizzo funziona sia da base sia da sosta: il centro dell’isola non chiede di scegliere tra viaggio e territorio. Per dettagli su camere e arrivo si parte dalla home dell’hotel o si scrive dalla pagina contatti, dopo aver fissato le tappe sul blog.

La tappa funziona se si prenota. Arrivare tardi senza camera sullo svincolo significa cercare un B&B al buio. Il Regia è visibile come scelta 4 stelle proprio perché la zona ne ha pochi.

Chi fa l’isola in senso orario o antiorario può ripetere la stessa sosta. La SS 131 non cambia; cambia solo il senso di marcia.

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